PRESENTAZIONE DEL CORSO

MODULO I - OCCHIO SECCO: COMPRENDERE, RICONOSCERE, TRATTARE

Obiettivo

Il corso consentirà di implementare conoscenze sulle presentazioni cliniche, i momenti patogenetici ed i processi diagnostici e le strategie terapeutiche delle patologie da disfunzione lacrimale. La conoscenza delle alterazioni indotte alla superficie oculare dalla chirurgia e la possibilità di prevenirle consentirà di migliorarne i risultati e la soddisfazione del malato.

Clinica

La disfunzione lacrimale è tra le condizioni patologiche più frequenti in oftalmologia. Fino al 30% di adulti di età superiore ai 40 anni presenta sintomi da occhio secco. L’origine di questa malattia è ritenuta essere multifattoriale e collegata a condizioni patologiche di una delle porzioni della unità funzionale che include il film lacrimale, la superficie oculare (cornea, congiuntiva, ghiandole lacrimali accessorie, ghiandole di Meibomio, la giunzione muco epidermica, una ghiandola lacrimale principale ed i sistemi di connessione nervosa, i dotti escretori ed il sacco naso lacrimale).
Una sufficiente quantità di lacrime, una composizione ed una architettura regolare e stabile del film lacrimale, una chiusura palpebrale corretta con un normale ammiccamento ed un adeguato ricambio del film lacrimale sono tra i prerequisiti per mantenere questo stato. Una mancanza di queste condizioni, qualsiasi sia la causa, è all’origine della condizione che chiamiamo Sindrome da Disfunzionale Lacrimale.
Le alterazioni del film lacrimale sono molto frequenti: in un’indagine scandinava circa l’11% delle persone tra 30-60 anni ha manifestato problemi lacrimali. Si arriva al 14,6% >65 anni, con prevalenza delle donne sugli uomini. Un’altra indagine europea ha confermato percentuali comprese tra 12 e 23%.

Patogenesi

Uno dei meccanismi patogenetici comuni nelle varie forme di occhio secco è rappresentato dallo scarso funzionamento dell’unità funzionale della superficie oculare, che ha come conseguenza un film lacrimale instabile. Quando agenti esterni o interni vengono a perturbare questo equilibrio naturale del sistema della superficie oculare, il film lacrimale subisce alterazioni in termini di quantità, qualità, distribuzione e concentrazione salina, quest’ultima responsabile di un importante parametro: l’osmolarità lacrimale. Lacrime ‘iperosmolari’, cioè ad elevato contenuto di sale, irritano la superficie dell’occhio, scatenando fenomeni di tipo infiammatorio. Si innesca a questo punto un circolo vizioso che si automantiene, perché l’infiammazione impedisce al film lacrimale di normalizzarsi e di lavare l’occhio dai mediatori chimici che mantengono viva la reazione infiammatoria. E’ stato dimostrato che, in cellule epiteliali congiuntivali e lacrime di pazienti affetti da vari tipi di occhio secco, vi è un aumento dell’espressione di molecole di attivazione immunitaria (HLA-DR, ICAM-1). Queste molecole sono iperespresse sulla superficie oculare in condizioni di flogosi da dry eye.

Occhio Secco: diagnosi

La diagnosi delle alterazioni del film lacrimale si basa sulla collezione di reperti anamnestici specifici attraverso questionari appositi, sulla valutazione della stabilità e del volume delle componenti del film, delle caratteristiche epiteliali e del rischio infiammatorio.
Test specifici oggi consentono di approfondire il ruolo dei singoli elementi nella creazione della condizione clinica. Una sequenza ordinata dei test consente di ottenere il massimo delle informazioni.

Terapia

La terapia si basa su processi fisici, farmacologici e chirurgici che mirano alla correzione dei singoli processi che mantengono e sviluppano i circoli viziosi alla base del processo patogenetico. Impacchi caldi, sostituti lacrimali ed agenti anti infiammatori sono gli strumenti più usati.
La disfunzione lacrimale è tra le condizioni patologiche più frequenti in oftalmologia.
La comprensione delle alterazioni del sistema della superficie oculare e delle loro cause più frequenti consente la costruzione di strategie terapeutiche mirate e più efficienti. La capacità di identificare i momenti patogenetici delle diverse forme attraverso le principali presentazioni cliniche e mediante percorsi diagnostici semplici con costi e tempi limitati o con tecniche di “assessment” più sofisticate, permetterà di riconoscere più facilmente i pazienti affetti ed i loro bisogni.
In questo corso verranno approfondite tematiche di eziologia, patologia, diagnosi e trattamento delle differenti disfunzioni lacrimali, allo scopo di facilitare la gestione di tali pazienti nella pratica clinica quotidiana.

MODULO II - L’INFIAMMAZIONE OCULARE POST CHIRURGICA: PROGRESSI IN CLINICA E TERAPIA

Obiettivo

L’importanza del corso nasce dal gran numero di interventi oftalmici effettuati ogni anno in Italia (circa 600.000), e dal fatto che quasi tutti questi pazienti sono esposti ad un’alta variabilità di trattamenti.
Alla fine del corso il medico oculista avrà arricchito le proprie conoscenze sull’infiammazione oculare post chirurgica, ne conoscerà le conseguenze, avrà acquisito quali sono i meccanismi fisiopatologici principali, quali sono i farmaci più adatti fra non steroidei e steroidei, e quali sono le differenze all’interno di ciascuna classe. Imparerà come prevenire e trattare l’edema maculare cistoide, e come riconoscere i potenziali effetti tossici collaterali dei farmaci impiegati.

L’infiammazione oculare comprende sia quadri legati a malattie della superficie, della parete o degli strati interni del bulbo oculare, sia quadri dovuti a traumi anche chirurgici. In particolare molto interesse è oggi rivolto all’infiammazione post chirurgica, un quadro clinico particolare spesso non ancora compreso a fondo. Diversamente da altri tipi di infiammazione, quella post chirurgica raggiunge rapidamente il massimo, per poi ridursi anche spontaneamente. Inoltre è un’infiammazione mediata più da sostanze chimiche che non da cellule, con i prodotti della cascata dell’acido arachidonico in primo piano come agenti flogogeni. Consegue che i metodi di trattamento mutuati da altre situazioni infiammatorie, ad esempio quelli basati sugli steroidi, potrebbero essere meno efficaci di quelli basati su farmaci antinfiammatori non steroidei.
La comprensione precisa dell’infiammazione post chirurgica, come pure quella dei meccanismi di azione dei vari farmaci antinfiammatori, è quindi essenziale per evitare da un lato di trattare i pazienti con farmaci non adatti, dall’altro di far mancar loro quei trattamenti razionali e semplici che possono ridurre grandemente l’infiammazione e le sue conseguenze.
Vi sono poi da considerare le conseguenze dell’infiammazione post chirurgica sulle strutture interne dell’occhio, soprattutto sulla retina con rischio di edema maculare cistoide, una complicanza dell’infiammazione che può ridurre la visione per periodi prolungati e talvolta per sempre. La corretta prevenzione dell’edema passa anche attraverso la scelta di farmaci appropriati.
E’ vero infine che tutti i farmaci e tutti i trattamenti possono avere effetti collaterali, che andranno chiariti nella loro prevalenza, incidenza, comparsa, e prevenzione.

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